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Il vantaggio di arrivare primi (M&A 02 - 2004)


Il vantaggio di arrivare primi

Rivoluzionando la tecnologia del moto lineare con l’introduzione delle guide LM, i primi elementi meccanici al mondo a convertire il rotolamento in moto lineare, THK ha conquistato un vantaggio tecnologico che tuttora rappresenta la sua arma vincente. Il presente e il futuro della multinazionale nipponica nell’intervista al suo presidente, Akihiro Teramachi

Definisce la propria azienda come una realtà creativa, che ha fatto del know how e della capacità di anticipare i bisogni della clientela la propria arma vincente. Un’opinione, quella di Akihiro Teramachi, presidente di THK, da condividere in toto: non esiste infatti definizione migliore per presentare l’azienda che, nei primi anni ’70, ha rivoluzionato la tecnologia del moto lineare introducendo sul mercato le guide LM, i primi elementi meccanici al mondo a convertire il rotolamento in moto lineare. Sono passati oltre trent’anni da quando Hiroshi Teramachi, fondatore di THK, mise a punto un sistema di movimento lineare basato su una tecnologia che impiegava le sfere come elementi di rotolamento su piste ad arco circolare, un lungo periodo in cui THK ha saputo conservare il vantaggio tecnologico di chi ‘è arrivato prima’. Incontrato a Milano, in occasione dell’ultima edizione di EMO, Akihiro Teramachi ripercorre per m&a le tappe più significative nella storia della multinazionale nipponica, mettendo l’accento sugli elementi che THK porta nello stesso nome: Toughness - durezza -, High quality - qualità elevata - e Know how.

D: Nata oltre trent’anni fa, THK detiene un ruolo di leader nella produzione di componenti per il movimento lineare. Qual è l’elemento chiave che ha contribuito al successo dell’azienda  dal 1971, anno della sua fondazione, a oggi?
R: A rappresentare la chiave del nostro successo sono stati i nostri prodotti, che hanno saputo rivoluzionare il mondo del moto lineare. Siamo stati i primi a sviluppare, nel 1972, un sistema di moto lineare e a implementarlo sulle guide, garantendoci così un vantaggio enorme nei confronti della concorrenza. Dagli anni ’50 fino ad allora, il moto lineare veniva realizzato con componenti in grado di sostenere carichi rilevanti ma particolarmente costosi in termini di montaggio e allineamento, come i rulli e le guide a rulli incrociati, o con altri componenti, più facili da montare ma con un basso carico sostenibile, come i manicotti a sfera. La nostra soluzione ha ovviato al problema del carico e dei costi: le guide lineari di THK possono sopportare carichi elevati e sono facili da montare.

D: E dopo l’esordio vincente, quali sono stati i momenti di svolta nella storia dell’azienda?
R: Per tutti gli anni ’70 l’azienda ha vissuto un periodo di forte crescita: dopo dieci anni dalla sua fondazione, il fatturato di THK era 35 volte tanto quello registrato al suo esordio; all’inizio degli anni ’80 l’azienda controllava in sostanza quasi il 100% del mercato delle guide lineari. Solo alla metà degli anni ’80 sono subentrati i primi concorrenti, aziende giapponesi ed europee, che, contribuendo con la propria offerta alla diffusione delle guide lineari, hanno comunque stimolato la nostra crescita. Attualmente THK detiene una quota di mercato del 74% in Giappone e del 50 % nel mondo. Un secondo momento di svolta è stato determinato dalla messa a punto, nel 1996, della tecnologia delle Sfere Ingabbiate, un significativo passo avanti nell’ambito del moto lineare, che, basandosi sul principio di ingabbiare le sfere per proteggerle nel tempo, garantisce prestazioni di livello elevato tenendo in considerazione le problematiche relative al risparmio energetico e alla protezione dell’ambiente.

D: Venendo quindi agli anni più recenti, come si sono evoluti il sistema di produzione e l’organizzazione di THK in considerazione delle trasformazioni che hanno interessato l’economia mondiale, primo fra tutti, il fenomeno della globalizzazione?
R: Parlando del passato recente, gli anni ’90 hanno rappresentato un periodo di importanti cambiamenti, sia per il contesto economico del Giappone, interessato da una congiuntura economica negativa, che per THK, che ha dato avvio in quegli anni a una ristrutturazione del sistema produttivo. Se in passato la filosofia di THK era quella di mantenere la produzione in Giappone ed essere presente all’estero solo con sedi commerciali, a partire dagli anni ’90 i nostri prodotti vengono realizzati anche al di fuori del Giappone: negli Stati Uniti, in Francia, in Gran Bretagna, in Irlanda, in Cina e in Corea del Sud. Una nota particolare va aggiunta sul sito produttivo di THK in Francia, nella regione dell’Alsazia, presso il quale è stata recentemente inaugurata l’estensione di ulteriori 16.000 m². Il progetto di ampliamento prevede che lo stabilimento raggiunga, in un prossimo futuro, gli 80.000 m², su una superficie complessiva di 210.000 m².

D: Con la ristrutturazione del sistema produttivo si è proceduto anche al rinnovamento dell’attività di ricerca, un reparto fondamentale per un’azienda decisa a battere sul tempo i concorrenti quando si tratta di innovazione. Quante risorse sono impiegate da THK nell’attività di R&S?
R: Accanto alla produzione, anche l’attività di R&S è uscita dai confini giapponesi: dal 2000 THK sta sviluppando divisioni di ricerca e sviluppo organizzate per progetti e operative anche negli stabilimenti esteri. THK investe circa il 5% del proprio fatturato in attività di ricerca & sviluppo. Occorre però precisare che per R&S noi intendiamo sia l’attività volta a mettere a punto prodotti nuovi, che tutte le attività portate avanti in collaborazione con i nostri clienti, per le quali non è così immediato quantificare le risorse impiegate. Ad ogni modo, lo scopo finale per entrambe le direzioni verso cui si muove la R&S in THK è quello di sviluppare prodotti innovativi.

D: La filosofia THK si basa sul concetto ‘product vision’, ovvero sulla capacità di anticipare le esigenze del cliente. È sempre facile far recepire a quest’ultimo la portata innovativa dei vostri prodotti?
R: Il cliente non è sempre preparato ad adottare soluzioni all’avanguardia, che possono comportare cambiamenti rilevanti nel suo modo di operare. Per contro, la caratteristica vincente di THK è proprio quella di non limitarsi a soddisfare un’esigenza specifica, ma di andare oltre, proponendo soluzioni che spesso il cliente non immagina nemmeno e verso le quali può mostrare in principio una certa riluttanza. La sfida sta dunque nello spiegare al cliente come la soluzione proposta è in grado di risolvere i suoi problemi e produrre benefici anche nel lungo termine. La nuova tecnologia delle Sfere Ingabbiate, ad esempio, viene apprezzata solo dopo che il cliente apprende la portata dei vantaggi che essa comporta, dalla ridotta rumorosità, alla minore contaminazione.

D: THK definisce la propria una ‘tecnologia senza limiti di pensiero’, aperta a settori totalmente nuovi. Verso quali settori sono indirizzati i vostri prodotti? Ci sono comparti ancora inesplorati o ambiti nei quali THK intende potenziare la propria presenza?
R: Il panorama dei settori in cui le nostre soluzioni trovano applicazione è molto vasto. In Europa, ad esempio, il settore principale per i prodotti THK è quello delle macchine utensili, seguito da quello delle macchine per la lavorazione del legno, per il medicale e per l’iniezione plastica. A livello globale i comparti di nostro interesse sono molteplici, e spaziano dai trasporti su rotaia, all’automotive, all’edilizia. Il potenziamento della nostra presenza in questi ultimi due ambiti consumer, che attualmente interessano una percentuale del nostro business inferiore al 10%, è uno degli obiettivi di THK per i prossimi anni.

 

Meccanica & automazione - Blitz  editore

  di Virna Bottarelli